venerdì 21 luglio 2017

Il mio medio...

Fondamentale! secondo me. Qualsiasi sia il tuo obiettivo in un piano di allenamenti che ti porta al periodo specifico, questo lavoro non può mancare.
Allenamento fisico, aerobico ma soprattutto mentale.
Parti e sei subito in bilico, devi essere molto concentrato per ascoltare il tuo corpo, il tuo respiro e valutare la fatica percepita...un pelo più e salta tutto l'allenamento ...meno e il medio diventa corsa svelta.
Per niente facile, cardio e crono sono di poco aiuto perchè ci sono troppe variabili ad influenzare la fatica percepita durante lo sforzo...condizioni fisiche del momento, clima, terreno, percorso...i secondi e i bpm queste variabili non le conoscono.

Ore 12.24, pausa pranzo del 20 luglio, temperatura sopra i 30° appena mitigata dalla vegetazione che nasconde a tratti il grande fiume che nell' Alta valle disegna il nostro fantastico percorso in terra battuta con i k segnati sulle piante che solo chi frequenta spesso questo tratto di lungotevere sa dove sono e riesce a vederli.

Marco (il toscano) è in bici, e con Diego (il campione) in corsa mi accompagnano per il primo tratto di rodaggio fino al primo mille di lavoro...4.01.
Poi Diego rallenta perchè il lavoro l'ha fatto il giorno prima ed oggi non era il caso di tirare ancora, mentre Marco mi accompagna dandomi di tanto in tanto la velocità segnata dalla bici...15...sotto 15...passo al secondo e terzo k poco sopra 3.50 con percorso che, accompagnando il fiume a valle, tende leggermente a scendere. Marco fora la ruota anteriore ed è fuori uso poco dopo aver "bloccato" il traffico per consentire il mio passaggio sulla comunale che in un punto taglia il percorso...Grazie! Ora con la respirazione sotto controllo posso concentrarmi sulla fatica e continuo la corsa... stesso riscontro al k5 e proseguo così fino al k6 posto poco dopo il ponte di legno.
Vado lungo! rigiro e schiaccio mentre rientro e ritroso ...4.08. ora a metà lavoro i km li trovo a scalare ed il percorso tende a salire controcorrente rispetto al fiume ed quì che devo stare molto attento a non forzare per cercare il riscontro cronometrico perchè con la stanchezza che tende ad aumentare ci vuole poco a far saltare l'allenamento.

Al k5 (6 del lavoro), controllando la corsa, mi sorprende un pò il 3.58 riscontrato sul falsopiano leggermente a salire con tanto di salita e sterzata secca sul passaggio del ponte di legno, bene! Così continuo sempre concentrato sulle sensazioni e un pelo timoroso visto che sono ancora 4 i km leggermente a salire da chiudere e finisco, un po stanchino ma contento del lavoro fatto e di come l'ho interpretato, con un'alternanza finale precisa 4.02-3.58-4.02-3.58 senza mai forzare più del dovuto, nemmeno quando l'albero del k1 era ormai in vista. I 10 k  li ho chiusi poco sotto i 40' ...meglio del previsto e l'ultimo k e poco più di defaticamento è scivolato via ancora insieme a Diego che aveva letto il mio lavoro in maniera impeccabile ed era ad aspettarmi nell'ultimo tratto per altre due chiacchiere prima di salutarci e tornare al lavoro.

6 commenti:

  1. c'è chi il medio lo adora e chi lo detesta... o è il medio a detestare lui. ovviamente faccio parte della seconda schiera, ahah!

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  2. Ciao!...Io della prima...per me è quella corsa che ti fa provare il piacere di faticare correndo

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    1. per me il piacere di faticare correndo è 1x300 a ritmo 400: na quarantina di secondi e te ne torni a casa, ahahah!

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    2. E perchè hai la velocità nel sangue...io se provo a pensare di dover fare un 300 in 40"(che non ci riuscirò mai) vado in crisi prima di partire!

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  3. Se mai trovassi la voglia di faticare correndo ti chiederò suggerimenti... grande Albe

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    1. Ma la corsa è fatica...altrimenti invece di camminare si andrebbe di corsa sempre no?

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